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lunedì 21 giugno 2010

LA POLITICA E LA STORIA

«Chi passerà alla storia dei nostri tempi quando questi nostri tempi avranno esigenza di essere raccontati?»
Leonardo Donofrio (foto): Condivido l'analisi e pubblico volentieri
«I libri di storia sono pieni di personaggi illustri che per vari motivi si sono distinti finendo per lasciare tracce indelebili della loro esistenza. A ben leggere molti personaggi hanno caratterizzato l'evoluzione del pensiero umano visto sotto le sue piu poliedriche angolazioni.
In questo particolare momento, leggendo un vecchio libro di storia, mi sono posto un inquietante interrogativo. Chi passerà alla storia dei nostri tempi quando questi nostri tempi avranno esigenza di essere raccontati?
Diventa difficile, e non per affollamento di nomi, sciogliere questi nodi perchè, spesso, sono difficili da cogliere molte sfaccettature che, invece, sulla scorta del famoso senno di poi, si rivelano per importanti elementi che addirittura assurgono a ruolo di genialità. Mi sono accorto della complessità della cosa! Mi sono accorto di come la storia debba essere presbite!
Allora, forte di una piu diretta conoscenza, mi sono chiesto chi, dei nostri giorni, a livello locale, potrà esser degno di riempire capitoli, o solo righi, nei libri che la nostra progenia avrà esigenza di scrivere per trasmettere all'eterna memoria i giorni che viviamo.
Senza dubbio qui il discorso si fa più semplice e facendo una proiezione mentale di una ipotetica passeggiata locale, mi sono soffermato su diversi personaggi che per vari aspetti e per diverse motivazioni potrebbero, senza dubbio, essere degni di menzione in un ipotetico libro di storia paesana.
Quasi naturalmente sono scivolato in campo politico ed ho pensato a chi dei politici degli ultimi 30 anni potesse assurgere a diglità di menzione storica per scelte, opere, idee, progetti, pensiero ...
PANICO!
La mia mente sembrava svuotata, IL NULLA.
Ho pensato a miei problemi di memoria e, quasi a compiere un gesto che solevo compiere quando da studente avevo saturato le sinapsi, mi sono andato ad ossigenare al balcone sperando che il venticello fresco tonificasse il mio peniero "illuminandomi" e dandomi la possibilità di riavermi da questa momentanea amnesia.
Le sigarette si sono susseguite, ma mi sono accorto che la mia amnesia non era tale!
Tenuto conto che raramente la storia si occupa di personaggi che male hanno fatto qualcosa, specie in campo politico, a meno di catastrofi, ho dovuto prendere atto che negli ultimi anni, dal terremoto ad oggi, nessuno dei politici che ci ha governato sarà menzionato in alcun libro di storia.
Si è vero ci sono stati vari personaggi ma tutti hanno solo fatto qualcosa per se, ed in alcuni casi anche di molto importante, ma per la collettività: NULLA.
Visto che la mia serata era irrimediabilmente rovinata mi sono chiesto il perchè di questa strana congiuntura. Avviatomi in questa affannosa ricerca, non oso nascondere che ho pensato anche a congiunture siderali, a strani scherzi del destino, a riequilibri statistici che ci vedevano pagare lo scotto di precedenti politici illuminati. Nessuno di questi pensieri, però, mi appariva per risposta esaustiva.
Sono andato un po piu nel profondo del problema e sviscerando con nomi alla mano i vari personaggi che si sono succeduti, sono ricorso ai metodi di analisi poliziesca, mi sono messo alla ricerca del minimo comune denominatore che li accomunasse e che ne avesse ingenerato la successione e il gradimento. Bene da una anlisi relazionale della successione è emerso che i concorrenti erano tutti figli di un unico pensiero, "la politica del tappare i buchi per strada" che chi ha piu di 40 anni ha avuto modo di vedere con i suoi occhi e nelle molteplici varianti locali(camion di breccia), politica del'incetta del consenso senza progetti, senza programmi, senza l'ombra di dover legare il proprio nome anche solo alla realizzazione di una fontana, dove pur di mietere consensi si è giunti persino a deturpare. Credo di aver capito così perchè nella storia di questa terra, dal teremoto a chissa sino a quando, nessun politico potrà ricevere menzioni anche perchè i nostri giorni piu recenti hanno addirittura visto una degenerazione, si è passati, cioè, dal personaggio che faceva politica solo per accrescere il suo potere personale(avere una qualche realizzazione altrimenti irraggiungibile) ai personaggi che fanno politica per soddisfare bisogni primari della propria esistenza (lo stipendio). La conferma del degrado la si trova anche guardando alle professioni ed al ruolo sociale di chi fa politica che oggi, più che mai, vede assenti coloro che, per ruolo o professione, sono referenti morali in un consesso sociale
Sono profondamente convinto che in tutto questo succedersi di personaggi, che saranno sconosciuti alla storia, nessuna ipotesi di ripresa, neppure sociale, sarà mai possibile, anche perchè con l'abbassarsi dei bisogni individuali dei politici, si è affinata la capacità di gestire e governare la dinamica dei consensi.
Giustino DONOFRIO»
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